Shampoo Solido: la guida!

La scelta dello shampoo non è sempre semplice: le alternative sono tante, le opinioni anche, e non sempre le recensioni online sono d’aiuto in quanto ognuno ha esigenze differenti!
Questa prima guida sugli shampoo solidi, ti sarà d’aiuto non solo nella scelta dello shampoo solido più adatto a te, ma anche nel capire come funziona la tua cute e i tuoi capelli. Iniziamo!

I TIPI DI SHAMPOO SOLIDO

Nella foto lo shampoo solido al pino di Lamazuna, che è uno shampoo solido con tensioattivi di origine vegetale.

Prima di parlare di ingredienti e cute, è importante chiarire e fare una distinzione tra i vari tipi di shampoo solidi in commercio: principalmente ne esistono due.
– Shampoo a base di sapone e/o olii: questo shampoo viene realizzato con una base naturale di olii (olio di oliva/olio di cocco) che subiscono, in fase di preparazione, il cosiddetto processo di saponificazione.
La composizione finale di questo shampoo ha un ph più alto rispetto a quello della cute e necessitano, in fase di utilizzo, di un risciacquo acido. Il risciacquo acido può essere fatto con un mix di acqua e acido citrico (o aceto), ed è utile a ristabilire il ph della cute.
Se non viene fatto questo risciacquo dopo ogni utilizzo, la sensazione può essere quella di cute molto unta e/o di capello molto stopposo, difficile da pettinare. Anche facendolo, ve lo diciamo chiaramente, i capelli e la cute attraverseranno molto probabilmente una fase di transizione (che può durare qualche settimana come dei mesi), in cui i capelli non saranno al top e questo non a tutte le persone può andare bene!
– Shampoo con tensioattivi: questo tipo di shampoo invece, ha al loro interno il tensioattivo, che è un ingrediente sintetico (che però può avere origine vegetale) che, in parole povere, si lega allo sporco mentre si strofina lo shampoo in cute, e lo porta via con sè nel momento in cui lo si risciacqua con acqua.
Questa è una formulazione con un ph simile o uguale a quello della cute, e quindi la sensazione di pulizia è immediata e paragonabile a un qualsiasi altro shampoo sul mercato.

A questo punto, quindi, in base alle tue necessità, qui puoi già decidere di fare una prima scelta.
Nel caso scegliessi quello con i tensioattivi, si presenta un altro quesito, ovvero: quali differenze ci sono tra tensioattivo di origine sintetica e quello di origine vegetale? Ora te lo spieghiamo!

I TIPI DI TENSIOATTIVI

Tensioattivi.

Come dicevamo prima, i tensioattivi sono sintetici (perchè sono creati in laboratorio), ma possono avere origine vegetale o “sintetica” e ovviamente anche tra questi ingredienti ci sono delle differenze…
– Tensioattivi di origine “sintetica”: alcuni di questi tensioattivi sono più potenti e quindi danno una forte sensazione di pulizia. Questo loro essere potenti però, sulle cuti più delicate o più reattive, può trasformarsi in aggressività e quindi sul lungo periodo può causare fastidi o irritazioni, o semplicemente può far sporcare di più i capelli e quindi far aumentare la frequenza di lavaggio.
In aggiunta a questo, la maggior parte di loro non è biodegradabile, e quindi non sono la cosa migliore per l’ambiente! (Esempi di questi tensioattivi: sodium lareth/lauryl sulfate).
– Tensioattivi di origine vegetale: alcuni di questi tensioattivi, invece, sono più delicati e quindi ancora più adatti a lavaggi frequenti o a chi ha problemi di cute. In questo caso, la sensazione di pulizia c’è, ma a chi è abituato a utilizzare ingredienti più “forti” potrebbero volerci un paio di lavaggi per abituarsi, ma questa sensazione è solo questione di abitudine e scomparirà lavaggio dopo lavaggio.
Questi tensioattivi sono spesso anche biodegradabili e quindi, oltre che a portare un beneficio a noi, non hanno un impatto negativo sulla natura.
(Esempi di questi tensioattivi: sodium cocoyl isethionate, decyl glucoside).

Ok, ora hai decisamente una visione più chiara della varie composizioni di shampoo solido e quindi puoi orientarti su quelli che preferisci.
Prima di selezionare lo shampoo, però, sei davvero sicur* di sapere di cosa ha bisogno la tua cute?
Ora ti daremo delle informazioni su come funzionano la cute e i capelli, per aiutarti a capire di cosa hai veramente bisogno!

COME FUNZIONANO LA CUTE E I CAPELLI

In questa sezione, cerchiamo di spiegare, in maniera semplice e con termini comuni, come funziona la tua cute!

Immagine rappresentativa della cute, del bulbo e della ghiandola sebacea.

Come puoi vedere dalla foto, accanto a ogni bulbo, è presente una ghiandola sebacea, che produce sebo.
Il sebo è di fatto una protezione per i capelli (come anche per la pelle), e aiuta a mantenere il capello morbido e lucente ed è importante che sia presente, per mantenere sani cute e capelli.
La produzione di sebo, varia in base a tantissimi fattori: salute, abitudini alimentari, stile di vita, ormoni, ecc.
La produzione di sebo varia anche in base alla frequenza di lavaggio: più il lavaggio è frequente, più viene prodotto sebo e questo perchè il lavaggio frequente viene percepito dalla cute come un’aggressione e quindi per proteggersi, ne produce in maggior quantità.

Ecco che quindi, quando si parla di capello grasso, è importante capire perchè effettivamente c’è così tanto sebo e, in molti casi, si tratta di un lavaggio troppo frequente.
Un modo per capire se il sebo in eccesso è causato dal lavaggio o da altre situazione, è capire come stanno le lunghezze del capello.

Il sebo, infatti, impiega del tempo a raggiungere la punta del capello: più il capello è riccio, più tempo impiega.
Provate a immaginare il capello come uno scivolo per il sebo: più è dritto, meno tempo impiega il sebo ad arrivare a destinazione (destinazione: la punta!). Per questo spesso chi ha i capelli ricci tende ad avere le lunghezze secche: perchè il sebo non fa in tempo ad arrivare alla punta! E lo stesso vale per chi li lava molto frequentemente: il sebo viene rimosso prima di arrivare a destinazione.

Dunque, ad esempio, se ci si lava i capelli un giorno sì e uno no perchè la cute si sporca subito, ma la lunghezza è molto secca, allora è possibile che in realtà il capello non sia grasso, ma piuttosto che abbia bisogno di ingredienti più lenitivi e delicati, per non far scattare “l’istinto protettivo” della cute!

 

Caterina con il suo shampoo Lamazuna preferito: vaniglia e cocco.

A questo punto, hai capito le differenze tra i vari shampoo e le loro composizioni, e avrai compreso un po’ di più come funziona la cute e ti starai chiedendo… “si ok, ma quindi quale shampoo è quello che fa per me?”.
Noi, per quanto riguarda la tipologia di shampoo, abbiamo già fatto una nostra selezione e abbiamo scelto di proporre qui e in negozio gli shampoo con tensioattivo di origine vegetale e biodegradabile.
Nel  prossimo articolo di questa settimana, infatti, ti parleremo proprio delle differenze tra gli shampoo solidi Lamazuna che puoi trovare da noi, di modo da avere una guida ulteriore nella scelta dello shampoo perfetto per te!